PUÒ UN DIO MORIRE?
RINVIATO A DATA DA DESTINARSIParco della Certosa di San Giacomo, in Capri
con Nichi Vendola
Sarà Nichi Vendola a dover rispondere alla domanda se un dio può morire. Fu questo l'interrogativo che Tiberio si pose ascoltando un marinaio che gli raccontava il misterioso episodio accadutogli nel mar Ionio, davanti alle coste greche, quando aveva ascoltato una voce preannunciare la morte del dio Pan. La domanda rimanda alla natura immortale delle divinità, al problema stesso dell'unicità o della molteplicità degli dei e della loro contestualizzazione storica.
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NICHI VENDOLA. Esponente di spicco di Sinistra e Libertà, è presidente della Regione Puglia dall’aprile del 2005.
Iscritto sin da giovanissimo alla FGCI e al Partito Comunista Italiano, nella sezione di Terlizzi, si laurea in lettere con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Impegnato in campo politico e sociale, diventa giornalista presso L’Unità. Dichiaratamente gay e di formazione cattolica, è promotore e fondatore dell’associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l’AIDS (Lila).
Nel 1985 venne invitato da Alessandro Natta, allora segretario del PCI, a far parte della segreteria nazionale della FGCI a Roma, di cui diventò subito vice-presidente. Lasciò la carica nel 1988, diventando prima giornalista per il quotidiano Rinascita e poi dirigente nazionale del PCI, entrando nel comitato centrale nel 1990.
Fu contrario alla "svolta della Bolognina" e nel gennaio del 1991, in dissenso dalla segreteria di Achille Occhetto, Vendola fondò, con Armando Cossutta e altri, il "Movimento per la rifondazione comunista" che diede poi vita al Partito della Rifondazione Comunista (PRC). Eletto alla Camera dei Deputati nel 1992, fu sempre rieletto nelle successive elezioni fino al 2005. Nel 1995, contrariamente a quanto stabilito dal comitato politico nazionale del suo partito, appoggiò insieme alla frazione dei Comunisti Unitari il governo tecnico del parlamentare Lamberto Dini. Negli anni da parlamentare fu importante il suo impegno nella Commissione parlamentare Antimafia, di cui fu anche vicepresidente.
Nel 2005 fu inaspettatamente scelto, tramite le elezioni primarie del 16 gennaio, come candidato della coalizione di centrosinistra, L’Unione, alla presidenza della Regione Puglia, Vince le elezioni regionali del 3 e 4 aprile ottenendo il 49,8% dei consensi.